Fritto Dorato, quando la frittura è tradizione

Bisogna conoscere la vita di paese, quella delle sagre e delle feste patronali, per comprendere la storia di Fritto Dorato. Perché è in quelle occasioni, durante le “feste del fritto” di Castel Sant’Elia, in provincia di Viterbo, alle porte della Tuscia, che nasce la passione per la cucina di Mauro Galletti, fondatore e titolare del truck. “Venivano organizzate per raccogliere fondi per la festa S. Antonio Abate e del Carnevale Castellese – ricorda lo street chef – che ancora oggi è la ricorrenza più sentita del paese. Io, giovanissimo, preparavo con alcuni amici il baccalà fritto, seguendo la ricetta dei nonni e riscuotendo un successo straordinario”.

Fritto Dorato

Fritto Dorato è un Fiat Ducato bianco e rosso adibito a cucina itinerante, specializzato nel “fritto della Tuscia”. Alla “guida” ci sono Mauro, suo fratello Rodolfo e Alesia, la compagna di Rodolfo. “Ognuno di noi ha proprio un ruolo specifico e indispensabile – spiega Mauro – io e Rodolfo ci occupiamo della cucina, io sono specializzato nei pastellati e lui nella frittura di mare, che nessuno riesce a eguagliare, mentre Alesia è la persona che serve e coccola i clienti, senza negare mai un sorriso”.

L’attività nasce nel 2015 dopo un periodo di gestazione di quasi un anno. “Ho deciso di mollare il mio lavoro di falegname per ritornare ad essere il ragazzino di 20 anni che faceva il baccalà alle feste del fritto – continua il titolare – e trasformare quella passione giovanile in una vera attività. Mi sono rivolto a un produttore di food truck toscano e con il suo aiuto sono riuscito ad allestire il mezzo perfetto, dove tutto è studiato al millimetro per consentire la presenza di tre persone in 6 mq, senza che nessuno intralci l’attività degli altri”.

frittura di fritto dorato

La specialità di Fritto Dorato è la frittura classica di mare, con “calamari, ciuffi e mazzancolle” ma il menu è vasto ed eterogeneo, per accontentare tutti i gusti: si va dal baccalà fritto alle verdure in pastella (zucchine, melanzane, fiori di zucca e, nella stagione invernale, broccoli), dalle olive ascolane alla pizza fritta, dalle birbe di pollo (crocchette) a ricette per palati fini, come il piccantino e il supplì. “Il piccantino è un peperone guarnito con crema di formaggi e rivestito con la panatura – spiega lo chef – mentre il supplì è una specie di arancino con un cuore di formaggio filante. Per farlo preparo un sugo di carne chianina con cui condisco del riso cotto a parte; poi creo un fagottino con il riso e, al centro, un bocconcino di mozzarella, che immergo nell’uovo e nella panatura e friggo. È una ricetta tipica nella nostra regione e si chiama supplì al telefono per via della mozzarella filante al suo interno”.

L’attività di Fritto Dorato, come quella di tanti altri food truck, si svolge soprattutto nei fine settimana, durante i festival dedicati al cibo di strada. “La cosa che amo di più del mio nuovo lavoro sono i miei clienti – conclude Mauro – le persone che frequentano questi festival portano un’energia positiva straordinaria che è impossibile trovare altrove. In qualsiasi altra attività hai a che fare con clienti nervosi che, per un motivo o per l’altro, sono perennemente insoddisfatti; durante i festival del cibo di strada, invece, trovi persone che sopportano anche code lunghissime senza perdere mai il buon umore e, dopo aver assaporato la tua specialità, ti riempiono di complimenti”.

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